Ti è capitato di investire mesi o anni per formare una persona e quando sembrava essere giunto il momento di raccogliere i frutti di quel lavoro sei stato piantato in asso?

Il turnover può costare tantissimo ad un agenzia immobiliare soprattutto se a lasciarti sono persone in gamba. Vedi svanire decine e decine di miglia di euro di fatturato, inoltre, se hai un’agenzia con 3 o 4 agenti, quando ne perdi uno in proporzione il danno è maggiore.

Ma l’aspetto peggiore è quel senso di ingratitudine, che spesso accompagna l’addio dell’agente. Non di rado ho incontrato titolari che hanno preferito restare da soli con una segretaria piuttosto che ripetere una simile esperienza.

Cerchiamo insieme di capire come prevenire il più possibile questa possibilità, ti va? Allora prova a rispondere a questa domanda:

Qual è il motivo principale per cui un agente va via?

In tanti anni di esperienza come titolare di un’agenzia immobiliare, in migliaia di colloqui di selezione nelle molteplici consulenze che tengo in giro per l’Italia ai titolari miei studenti, sono giunto alla conclusione che, al contrario di quello che pensano in tanti, la ragione principale non è economica, ma i motivi sono altri.

  1. Al primo posto della classifica ci sono le promesse non rispettate.
  2. Al secondo posto ci sono le prospettive aziendali poco chiare.
  3. Al terzo posto c’è una NON condivisione degli obiettivi.

Ognuno di questi punti ha una radice comune che non è quello che diciamo o facciamo con i nostri collaboratori, perché le azioni che fai e le parole che dici sono frutto di ciò che pensi, ne parlo in modo approfondito in questo articolo: La Biologia Delle Credenze

Ma ciò che pensi, le tue idee, sono influenzate da altro …

Le nostre idee diventano le nostre azioni che diventano i nostri risultati.

In The Iron Lady, film autobiografico su Margaret Tatcher interpretato da una superba Meryl Streep, questo concetto viene spiegato così: “Cura i tuoi pensieri perché diventeranno le tue parole, cura le tue parole perché diventeranno le tue azioni, cura le tue azioni perché diventeranno le tue abitudini, cura le tue abitudini perché diventeranno il tuo carattere, cura il tuo carattere perché diventerà il tuo destino”

Questo era il mantra dalla lady di ferro, nella sua visione ciò che sentivano o provavano le persone era in secondo piano rispetto alla logica ed alla razionalità.

Tuttavia c’è un aspetto al vertice rispetto ai pensieri che deve secondo me essere preso in considerazione e cioè che i nostri pensieri sono influenzati dai nostri stati d’animo, dal nostro tono emotivo e dai nostri sentimenti.

Quando guidiamo un Azienda utilizziamo: procedure, statistiche, regolamenti, mansionari, budget, manuali; tutti strumenti indispensabili intendiamoci, tuttavia rischiamo di trascurare proprio la parte più bella a mio giudizio e più umana che fa davvero cambiare le cose.

Un imprenditore che fa la differenza è un imprenditore che riconosce e capisce anche la parte emotiva dei propri collaboratori, ed è normalmente in grado di comunicare connettendosi non solo a livello verbale e razionale ma anche a livello emotivo questo crea certamente rapporti più duraturi, più soddisfacenti col proprio personale e i risultati aumentano di conseguenza.

Questo approccio ha il piacevole effetto collaterale di ridurre drasticamente il turnover nelle agenzie immobiliari.

Come ridurre il Turnover nella tua agenzia immobiliare:

Se il personale si sente un numero… non rimarrà nella tua azienda per molto tempo.

Ti faccio alcuni esempi:

Caso 1: Sono focalizzato unicamente sul mio progetto, sui miei obiettivi e comunico al mio personale quale dovrà essere il piano di battaglia. Se l’attenzione è tutta concentrata sul mio piano senza tenere conto dei pensieri e dei sentimenti delle altre persone coinvolte di fatto il personale si sentirà un numero.

Caso 2: Un collaboratore mi viene a parlare ed io col pc acceso continuo a fare le mie cose, rispondo ai messaggi sul telefono ecc. anche in questo caso non si sentirà considerato e si sentirà un numero.

Al contrario quando le persone sentono che sono benvolute, accettate ed hanno legami affettivi forti faranno più fatica a lasciare l’azienda. Farsi voler bene è il primo passo per avere collaboratori più fedeli quindi meno turnover.

Ma come possiamo riuscirci in moto Etico, sincero e non manipolatorio?

Nella relazione imprenditore-personale io amo usare questa metafora: Un imprenditore che vuole tutto per se ed è focalizzato solo su se stesso è paragonabile ad un bambino, in mezzo ad altri bambini che ha la palla nuova e che se la tiene stretta tra le braccia rinunciando a giocare con gli altri pur di mantenere il possesso esclusivo della palla. Le aziende diventano belle quando la palla è a terra e tutti ci possono giocare non c’è vero successo se la squadra non gioca insieme.

L’imprenditore che riesce ad allacciare relazioni forti con i propri collaboratori parla e condivide le proprie emozioni, il proprio stato d’animo e richiede la stessa cosa al proprio personale.

Quando creiamo connessione empatica
permettendo al personale di sentire che i suoi sentimenti e i suoi pensieri sono ascoltati riconosciuti e rispettati i rapporti cambiano e nessuno si sentirà più un numero, sentirai persone più fedeli e vedrai migliore i rapporti in ufficio.

Di tutti questi aspetti ne parlerò al cosro MLN – struttua la tua agenzia

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